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On air _ Skid Row - 18 and life

Come si esorcizza la nostalgia per le notti d'estate, quando il cielo di Trieste si tinge di nero e inizia a riversare sui tetti della città il primo degli infiniti temporali di un autunno che sembrerà eterno?
Come si va avanti, quando non fai ancora fatica a richiamare alla mente le scene di una fine d'estate e di cinque giorni di un settembre che sembravano non dover finire mai, passati a non vedere mai la luce del sole, a prendere in giro un ragazzino dalla faccia d'angelo che ti chiama zia e ti fa sentire vecchia?
Come si fa a dimenticare la luce della luna sulla sabbia, le nottate passate ad attraversare la città come cavalieri dell'apocalisse, cantando come se non ci fosse un domani, a parlare quel tanto che basta per ricomporre i pezzi dell'estate più strana di sempre?
Ci si può provare, a fatica, fingendo di ritornare alla vita di sempre, di curricula da inviare, di programmi da cambiare, di coinquiline da cercare.
E in fondo, che differenza potrà mai fare se l'unico segno tangibile di una nostalgia che ti divora minuto per minuto è quella strana ossessione che ti porta a svegliarti la mattina, a collegare le cuffie al lettore mp3 e ad ascoltare QUELLA canzone. Sempre la stessa, la sua preferita, quella che metteva sempre ogni volta che salivo in macchina, quella che ho imparato a memoria senza neanche accorgermene, nonostante sia quasi impossibile da cantare.
There again, come si fa? 
Keep on singing, direbbe il Boss. E anche qui, mi viene da sorridere, per tutte le volte che ho risposto ai suoi messaggi scrivendo "ok, boss". E per tutte le volte che apro l'hub internazionale delle minchiate, e spero in un suo messaggio.
Per dire cosa, non so. E temo che ci sarebbe tanto da dire, ma nulla verrà mai detto.
I keep on singing, nel frattempo. Pregando che Natale non sia troppo lontano o, in alternativa, che tutto questo svanisca, rapidamente come è apparso.

Lady Mercury

Pubblicato il 12/9/2012 alle 20.13 nella rubrica Diario.

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